7 Settembre 1999
Snia si fonderà con
Caffaro e Sorin.
Il consiglio di amministrazione (cda) di
Snia ha proposto di fondere Snia con le proprie controllate, Caffaro e Sorin.
Laggregazione permetterebbe a Bios (Interbanca) di acquisire dalla Banca del
Gottardo le rimanenti azioni senza ricorrere al lancio dellopa.
Nellestate del 1998 la
Fiat dismise Snia.
A condurla cera Umberto Rosa, ma dietro le quinte si stagliava la figura di Cesare
Romiti, che tramite Gemina possedeva il 3% del capitale.
La natura di public company di Snia ha
destato linteresse di alcuni raider.
Tra questi Luigi Giribaldi, balzato alle cronache per aver messo in difficoltà Carlo De
Benedetti, tentando la scalata a Cofide-Cir.
Luigi Giribaldi si alleò con Cornelio
Valetto e tramite Banque du Gothard, si mise a comperare consistenti pacchetti di Snia.
Cesare Romiti, dopo un timido tentativo di
difendere il controllo di Snia, uscì dalla scena cedendo la sua quota.
Probabilmente labbandono di Romiti non era stato previsto dai due raider, che
intenzionati ad uscire dallaffare in tempi brevi, erano stati invece costretti a
gestire la società.
A Gennaio la merchant bank Interbanca fece
il suo ingresso in campo ed acquisì una quota di capitale di Snia. Il cavaliere bianco
tanto invocato da Umberto Rosa.
Il 10 maggio in Borsa si assistette a
scambi elevati sul titolo: 16 milioni di azioni contro i normali 2 milioni.
In Borsa si avvertì che lassalto di Interbanca è ormai prossimo.
Il 12 luglio 1999 dopo fitte trattative tra
Interbanca ed i raider la storia si avvia alla conclusione. Il 29% di Snia passa di mano.
Il 23% è di proprietà di Giribaldi, mentre il 6% è di Valletto.
Ad acquistare è Interbanca, tramite Bios, una società di nuova costituzione.
Per evitare di superare il 30% del capitale che darebbe origine ad unopa Bios
acquista solo il 20,5% ed il restante 9% viene vincolato ad un put/call da esercitare
nellottobre 2000.
Loperazione comporta per Interbanca un esborso di circa 600 miliardi di lire: 2770
lire per ogni azione.