FORUM FINANZIARIO

LA GUERRA DELLE ASSICURAZIONI

CRONISTORIA

13 Gennaio’00

u Quale futuro per La Fondiaria ?

La Commissione Europea sull’Anti-Trust ha imposto alle Generali la cessione di alcune partecipazioni in banche ed in assicurazioni.
Tra le cessioni figura anche il pacchetto del 6,56% di La Fondiaria.
Generali ha dichiarato che questa quota potrà essere ceduta anche in più quote.
Compart ha annunciato da tempo l’intenzione di vendere la compagnia assicurativa fiorentina. Il maggior pretendente è il Monte dei Paschi di Siena.
Mediobanca insiste affinché La Fondiaria si fondi con Sai, ma Salvatore Ligresti è riluttante.
In Borsa le quotazioni di La Fondiaria si sono impennate, provocando una sospensione del titolo, che ha poi chiuso con un rialzo del 9,16% a 4,96 euro.
Anche Sai ha tratto vantaggio dalle voci di riassetto.

19 gennaio’00

u CLAUDE BEBEAR LASCERA’ LA GUIDA DI AXA.

Claude Bebear lascerà la guida di Axa il 3 maggio 2000 . A sostituirlo Henri de Castries.
Bebear sarà nominato Presidente del Consiglio di Sorveglianza della compagnia assicuratva.

u GENERALI PRONTA A VENDERE LA PROPRIA PARTECIPAZIONE IN LA FONDIARIA

Alfonso Desiata, presidente delle Assicurazioni Generali, ha dichiarato di voler vendere "al miglior offerente" La Fondiaria.
Questa frase è stata interpretata come manifestazione di autonomia nei confronti di Mediobanca, che si è battuta per la fusione tra La Fondiaria e Sai.
Interessati ad acquisire la quota di La Fondiaria in mano alle Generali sono Unipol e Monte dei Paschi di Siena.

13 Gennaio’00

u Generali-Ina: la Commissione Europea ha dato l’OK all’acquisizione.

La Commissione Europea ha confermato l’acquisto di Ina da parte delle Generali. Nel ramo vita le Generali dovranno tuttavia ridurre la propria quota di mercato scendendo al 30% e vendendo alcune partecipazioni.
Generali pertanto sarà costretta a cedere il 6.56% di La Fondiaria.
A livello Europa, le Generali, dopo l’acquisizione di Ina, hanno , in base alla quota di mercato, la seconda posizione, precedute da Allianz e seguite da Axa.

17 Dicembre 1999

u Opas Generali su Ina: 81% di adesioni

Pieno successo dell’opas Generali sull’Ina.

Il Sanpaolo-Imi non ha consegnato le azioni in possesso pari al 10,7% del capitale. Tuttavia in base ad accorsi precedenti la quota Sanpaolo-Imi verrà scambiata con azioni Banco di Napoli.

13 Dicembre

u Opa Ina: ha aderito il 39,6% del capitale.

La soglia minima di accettazione dell’opa è stata raggiunta.
L’amministratore delegato di Generali, Gianfranco Gutty, ha dichiarato che Generali intende espandersi in Gran Bretagna.

24 Novembre 1999

u La fusione tra Sai e La Fondiaria sembra essere vicina.

Se l’opas delle Generali su Ina riuscirà, è probabile che Sai e La Fondiaria si associno.
Milano Assicurazioni sarebbe invece destinata ad entrare nell’orbita Unipol.

4 Novembre 1999

u Raggiunta l’intesa tra Generali e Ina.

Sergio Siglienti (Presidente di Ina) e Lino Benassi (a.d. di Ina) sono stati premiati per la loro costanza. Il nuovo assetto delle Generali vede infatti Siglienti nel Consiglio di Amministrazione di Generali e Lino Benassi a capo del Ramo Vita Generali + Ina.
Rimane da chiarire il ruolo di Alleanza, non coinvolta in questa fase, nel riassetto.

Gli azionisti Ina riceveranno inoltre un acconto sul dividendo pari a 500 miliardi che verrà distribuito alla fine di novembre.

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30 Ottobre 1999

u Aumento di capitale per le Generali in vista del lancio dell’opas su Ina.

L’assemblea degli azionisti delle Generali ha approvato l’aumento di capitale di 1806 miliardi di lire, necessario per il lancio dell’opas su Ina.
L’opas dovrebbe prendere avvio a novembre, durare 3 settimane e terminare verso metà dicembre.
Se l’opas avrà successo, Generali conferirà ad Ina il proprio ramo vita.

29 Ottobre 1999

u Il Consiglio di stato conferma la sentenza del Tar: abolita la passivity rule per l’Ina.

Sia il Tar, che il Consiglio di Stato hanno sospeso l’efficacia dell’articolo 35, lettera C, del regolamento Consob. L’effetto di questa decisione è che l’Ina potrà difendersi senza l’obbligo di avere una maggioranza qualificata (> 30%).

21 Ottobre 1999

u Il Tar del Lazio ha sospeso la passivity rule per l’Ina.

15 Ottobre 1999

u Ina: un nodo da sciogliere

L’accordo tra Generali e Sanpaolo-Imi presenta ancora molti punti non chiari e di non facile soluzione.

Ina ha comunicato che continuerà ad opporsi all’opas Generali, ma è difficile che in suo aiuto accorra un "cavaliere bianco". Il Sanpaolo-Imi, l’alleato più stretto, ha trovato un accordo separatamente con Generali; inoltre Axa ha dichiarato di non volersi intromettere negli "affari" delle Generali.

Tuttavia la parola fine verrà scritta solo al termine dell’opas. E ci sono buone probabilità che Generali risulti vincitore: il prezzo dell’opas è soddisfacente (0,83 euro cash + 0,07 azioni Generali per ogni azione Ina).

11 Ottobre 1999

u Bnl può condizionare l’intesa Generali & Sanpaolo-Imi.

La Bnl possiede un diritto di prelazione sulle quote Ina in Bnl Vita e Bn Holding.

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 *Bnl possiede diritti di prelazione sulle quote.

Grazie a questo diritto, Bnl può intralciare i piani di Generali & Sanpaolo-Imi.

u Crolla l’Ina in Borsa dopo l’accordo Generali e Sanpaolo-Imi

Secco arretramento per Ina (- 5%) dopo l’accordo raggiunto tra Generali e Sanpaolo-Imi, che fa svanire un’eventuale contro-opa.

Le luci si sono invece accese su Bnl.
Il giornale finanziario statunitense Wall Street Journal ha preannunciato un’alleanza tra Unicredito Italiano e Banco Bilbao Vizcaja (Bbv) con successiva opa su Bnl.

L’alleanza tra Unicredito e Bbv consisterebbe in uno scambio di partecipazioni: Bbv acquisterebbe il 10% di Unicredito ed Unicredito il 5% di Bbv.

8 Ottobre 1999

u Accordo tra Generali e Sanpaolo-Imi

Generali e Sanpaolo-Imi hanno raggiunto un accordo per cui Sanpaolo-Imi rinuncerà a lanciare una contro-opas su Ina. In cambio Sanpaolo-Imi avrà il controllo del Banco di Napoli ed altre partecipazioni assicurative e di gestione mobiliare.
Bnl dovrebbe cadere invece sotto l’influenza di Unicredito Italiano.

Le Generali con Ina diventerà il secondo gruppo assicurativo in Europa.

7 Ottobre 1999

u Accordo tra Generali e Sanpaolo-Imi?
Il nodo del contendere è ora Bnl.

Sanpaolo-Imi desidera acquisire oltre al Banco di Napoli anche la quota in mano ad Ina di Bnl.
Le Generali offrono a Sanpaolo-Imi, affinchè abbandonino la partita: Banca della Svizzera Italiana, Bnl Vita, Assicurazioni Venezia, Ina Sim.

30 Settembre 1999

u Trattative in corso tra Generali e Sanpaolo-Imi: si cerca una soluzione pacifica.

Generali e Sanpaolo-Imi stanno cercando un accordo che permetta ad entrambi di uscire vincitori da questa disfida.
Assodato che Generali non rinuncerà ad Ina, il problema è ora quello di addolcire l’amara pillola che il Sanpaolo-Imi ha dovuto ingerire.
Quale concambio?
Generali si è già dichiarata disponibile a cedere le partecipazioni dell’Ina in Bnl ed in Banco di Napoli.
Ma poiché Bnl è già stata promessa ad Unicredito, per il sostegno dato all’operazione Generali/Mediobanca, rimane solo il Banco di Napoli. Il concambio è ritenuto però insufficiente da Sanpaolo-Imi.
Sul piatto della bilancia dovrebbe essere messo dell’altro. Si è parlato di Fondiaria ed ora della Banca Svizzera Italiana (Bsi).
Bsi, acquisita nel 1998 da Generali, è specializzata nel private banking e nelle gestioni patrimoniali.
Claude Bébéar, presidente di Axa, ha escluso un’operazione ostile della compagnia assicurativa francese nei confronti delle Generali.

u Opa su Unim: il mercato ritiene che la partita non sia ancora chiusa.

Nel corso della giornata il titolo Unim ha toccato il valore di 0,502 euro, superiore rispetto a quello dell’opa promossa da Milano Centrale (0,49 euro).
Sul finale Unim ha poi ripiegato chiudendo con una crescita del 3,34% a 0,4987 euro.

Il valore di Unim potrebbe crescere se la società riuscisse ad aggiudicarsi le gare, Grandi Stazioni ed Immobiliare Metanopoli.

28 Settembre 1999

u Mentre Ina è impegnata al fronte, in arrivo un’opa su Unim.

Scambi record su Unim, 115 milioni di azioni in un solo giorno e titolo in crescita del 4,63% a 0,481 euro p.r.
A lanciare l’opa sarebbe Milano Centrale (Gruppo Pirelli).

Gli attuali soci di Unim sono:

  • Ina 16%
  • Ministero del Tesoro7%
  • Sanpaolo-Imi3,7%
  • Compagnia di San Paolo2,5%
  • Banca d’Italia2,16
  • Fondazione Cariplo2,14%

u "Si vis pacem, para bellum"

"Se vuoi la pace, prepara la guerra". Così si è espresso Rainer Masera, a.d. di Sanpaolo-Imi, commentando la situazione che vede contrapposte Generali e Sanpaolo-Imi su Ina.
Nonostante i toni di guerra, è prevedibile che i contendenti trovino più conveniente accordarsi piuttosto che sostenere un braccio di ferro che potrebbe rivelarsi nel tempo oneroso.
Le dichiarazioni delle Generali disposte a cedere le partecipazioni in Bnl e Banco di Napoli aprono reali possibilità di dialogo.
Tuttavia sul controllo del polo bancario legato ad Ina c’è il vivo interessamento di Unicredito.

  • Quali scenari se l’opas Generali riuscisse?

I) Generali cede Bnl ad Unicredito e Banco di Napoli a Sanpaolo-Imi

II) Generali, con l’aiuto di Mediobanca, potrebbe favorire l’acquisizione di quote di maggioranza di Banca di Roma da parte di Toro Assicurazioni (Come reagirà Abn Amro?).

III) Sanpaolo-Imi acquisisce una quota di azioni Generali in accordo con la compagnia triestina, nominando un proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione.

27 Settembre 1999

u S’infiamma Unim

Il titolo Unim, controllato per il 16% da Ina, ha messo a segno un aumento del 4,55%, chiudendo a 0,4601 euro p.r.
Elevati gli scambi.
Rumor di Borsa indicano, nel caso di successo dell’opas Generali su Ina, che Generali potrebbe far affluire in Unim il proprio patrimonio immobiliare.

Da non trascurare che Unim è una società a rischio di scalata. E Milano Centrale (Gruppo Pirelli) ha già manifestato il proprio interessamento.

u A chi andranno le partecipazioni bancarie di Ina, nel caso in cui l’opas Generali avesse successo?

Unicredito non nasconde il proprio interesse sul patrimonio bancario detenuto da Ina.
Oltre a Bnl, Unicredito vorrebbe acquisire anche Banco di Napoli.
Banco di Napoli è controllato per il 54% da Banco Napoli Holding, a sua volta controllato per il 51% da Ina e per il 49% da Bnl.

23 Settembre 1999

u Battaglia o accordo ?

La conquista dell’Ina entra nel vivo.
La diplomazia si è mossa alla ricerca di un’intesa, ma non è improbabile che vincano "le aquile".
Le Generali hanno anticipato di una settimana l’assemblea straordinaria, ora fissata per il 28, 29 o 30 ottobre.
Sull’altro fronte Sanpaolo-Imi sta accelerando la fusione con Ina.

Scenari:

I In assemblea, il 30% degli azionisti Ina rigetta l’opas Generali.

L’opas Generali potrà aver corso, ma la quota di minoranza del 30% rappresenterà una costante spina nel fianco nelle decisioni che assumerà la compagnia triestina.

II L’assemblea Ina delibera per la fusione tra Sanpaolo-Imi ed Ina.

L’opas Generali non potrà aver corso se la fusione avverrà prima del lancio dell’offerta pubblica.

22 Settembre 1999

u Sanpaolo-Imi prevede una sfida dai tempi lunghi a Generali.

Il Sanpaolo-Imi non si arrende e si sta preparando al contrattacco che non sarà immediato, tenendo conto dei tempi lunghi dell’opas Generali.
L’obiettivo è quello di creare con Ina il primo polo di bancassurance in Italia.
Il 29 Settembre, nel corso del consiglio di amministrazione di Ina, si saprà se verrà attuata la fusione tra Ina ed una società del Gruppo Sanpaolo-Imi (Banca Fideuram?).

Diventa sempre più improbabile un rilancio dell’opas: troppo onerosa.

A fianco del Sanpaolo-Imi ci saranno:

  • Banque Nationale de Paris (Bnp)
  • Credit Suisse First Boston.

Più incerto il ruolo del Banco Santander Central Hispano, che potrebbe essere della partita solo qualora la Banca Nazionale del Lavoro esca dall’orbita del Banco Bilbao Vizcaya.

21 Settembre 1999

u Arrocco per Ina

Ina potrebbe tentare la carta dell’assemblea straordinaria e del raggiungimento del quorum del 30% per poter deliberare manovre difensive.
Questa fu anche la strategia di Franco Bernabè in Telecom, fallita per la mancanza di adesioni.
L’azionariato di riferimento di Ina è più consistente rispetto a quello di Telecom:

Sanpaolo-Imi 8%
Credit Suisse 3,8%
Suisse Re 2,5%
Fondazione Cariplo & Cariplo 5%

19,3%

Le manovre difensive che Ina potrà mettere in atto per contrastare l’opas Generali sono diverse:

  • fusione con Banca Fideuram
  • buy-back di azioni proprie
  • aumento di capitale

20 Settembre 1999

u Le contromosse possibili di Sanpaolo-Imi & Ina

u Opa sulle Generali

La somma necessaria sarebbe alta, superiore probabilmente ai 40 milioni di euro, vista la capitalizzazione in Borsa delle Generali pari a 33 milioni di euro.
Oltre al Credit Swiss, Sanpaolo-Imi potrebbe contare su alcuni alleati francesi, Bnp ed Axa.
Le due società francesi non sono ancora presenti alla Borsa di Milano. Questa potrebbe essere l’occasione giusta.
Tuttavia un intervento diretto francese potrebbe provocare reazioni da parte del Governo italiano.

u Opa su Mediobanca

Cuccia è riuscito a riportare il controllo delle quote Mediobanca detenute dalle tre banche d’interesse nazionale (Bin) ancora sotto di sé. Il fatto che Unicredito partecipi come banca finanziatrice dell’opa Generali, ha spiazzato Sanpaolo-Imi, privato in tal modo di un forte alleato.

u Opa sulle società satelliti della Galassia Mediobanca.

  • Banca di Roma

Il gruppo Ifil, attraverso Toro Assicurazioni, possiede l’8% di Banca di Roma.
In Banca di Roma, Abn Amro sta diventando sempre più influente contrastando il gruppo Torinese. In gioco c’è ancora il 18% del capitale, detenuto dalla Fondazione Ente Cassa di Roma.

  • Compart-Montedison

Mediobanca detiene una quota del 15% di Compart e Mediobanca e Compart controllano con il 39% Montedison.
Compart-Montedison custodiscono, tra l’altro, La Fondiaria ed Edison.
Annullare Compart ha il significato di togliere dal gioco una pedina importante ma non decisiva per Mediobanca.

  • Hdp

Hdp controlla Rcs, che a sua volta possiede il Corriere della Sera, una partecipazione strategica.
Il patto di sindacato ha una quota del 46% del capitale. Nel nucleo stabile c’è anche la Sicind del Gruppo Fiat.
Anche nel caso di Hdp, un’azione offensiva avrebbe il significato di togliere a Mediobanca una pedina importante ma non decisiva.

  • Olivetti

Quando le intenzioni dei soci si tradurranno in fatti, il nucleo stabile di Olivetti disporrà del 25% del capitale.
Tuttavia per conquistare Olivetti sarà necessario lanciare l’opa anche sulle controllate (Tecnost, Telecom).


u Che cosa succederà ad Unim?

Unim è la società immobiliare frutto dello spin-off dell’Ina nel novembre 1998.
L’Ina è il socio di maggioranza con il 16,25% del capitale.
Sono in corso trattative per cedere la quota Ina a Milano Centrale.
L’opa delle Generali su Ina potrebbe modificare la situazione.

Unim è una società scalabile e non è da trascurare l’ipotesi che qualcuno, viste le difficoltà in cui versa l’Ina, non ne approfitti.

16 Settembre 1999

u Martedì 21 settembre, la risposta di Sanpaolo-Imi.

L’amministratore delegato del Sanpaolo-Imi, Rainer Masera ha annunciato che il Gruppo bancario assicurativo darà "risposte rilevanti su tutti i fronti".

La decisione verrà presa il 21 settembre in occasione del prossimo consiglio di amministrazione di Sanpaolo-Imi.

Che cosa può fare il Sanpaolo-Imi ?

  • Contro opa su Ina

La contro-opa di Sanpaolo-Imi dovrebbe essere superiore a quella delle Generali e l’importo deve superare i 6.400 miliardi di lire.
A fonte di questo esborso si verrebbe a creare il primo gruppo di banca-assicurazione in Italia.
Sanpaolo-Imi potrebbe affidare l’operatività a Banca Fideuram.

  • Opa su Mediobanca

Attaccare Mediobanca vuol dire attaccare al cuore il sistema da cui partono le trame operative partorite da Enrico Cuccia. Un vero e proprio "scaccomatto" alla galassia Mediobanca.
Mediobanca ha un gruppo di controllo molto sfilacciato.
L’operazione richiederebbe partner stranieri e darebbe vita ad una guerra totalitaria su tutti fronti della galassia.
Il Banco Santander Central Hispano (BSCH) di Emilio Botin sarebbe disposto ad invischiarsi in un conflitto in cui sarà difficile distinguere il vincitore dal vinto?

  • Opa su Generali

E’ l’opa più onerosa e quella che interesserebbe di meno al Sanpaolo-Imi.
Generali potrebbe essere controllata più facilmente attraverso l’acquisizione della maggioranza in Mediobanca.

Quali Armi difensive ha l’Ina?

Il Consiglio di Amministrazione dell’Ina ha ribadito la sua volontà a continuare il progetto di integrazione con Sanpaolo-Imi, confidando sul 30% del capitale. Con tale quota, secondo la legge Draghi, è possibile fare approvare l’integrazione anche sotto opa.

15 Settembre 1999

u Tensione sul titolo Ina e su Mediobanca.

Le azioni Ina sono aumentate del 3,16% a 2,869 euro p.r.
Rimbalzo delle Generali a 30,79 euro.
Forti richieste per Mediobanca (+ 4,39% a 10,653 euro) sull’ipotesi che venga lanciato sull’Istituto guidato da Enrico Cuccia un attacco da parte di Sanpaolo-Imi o di alleati esteri.
Paolo Fresco, ad di Fiat, ha dichiarato "Ci sarà battaglia".


u INA: il progetto di integrazione con Sanpaolo-Imi proseguirà.

Il Consiglio di Amministrazione di Ina ha ribadito che l’opa lanciata da Generali è ostile e che il progetto di integrazione con Sanpaolo-Imi continuerà.

 14 Settembre 1999

u Le Generali anticipano Sanpaolo-Imi e sferrano l’attacco ad Ina.

Era nell’aria. L’ultima occasione per scongiurare l’opa era legata al colloquio tra Alfonso Desiata delle Generali e Luigi Arcuti del Sanpaolo-Imi.

Ma entrambi i gruppi avevano lo stesso obiettivo: annettersi l’Ina. Inevitabile la rottura e l’inizio delle operazioni di "guerra".

u L’opa delle Generali sull’Ina

L’offerta pubblica di acquisto delle Generali è rivolta a tutte le azioni ordinarie di Ina.
Per ogni azione Ina, Generali si impegna a pagare 0,83 euro in contanti e a dare 0,07 azioni ordinarie Generali di nuova emissione.

  • Quando partirà l’opa ?

Generali non ha fissato una data precisa.
E presumibile che l’operazione partirà nel gennaio 2000.
Le Generali dovranno deliberare (novembre 1999) un aumento di capitale, con emissione di azioni di 2000 lire di nominale e godimento 1° gennaio 1999.

  • Criteri di successo dell’opa.

Generali pone come condizione per il successo dell’opa l’adesione dei 2/3 del capitale (67%) Ina. Si riserva tuttavia il diritto di accettare adesioni fino al 34%.
Il successo dell’opa sarà legato, inoltre, alla cancellazione nello statuto dell’Ina del tetto massimo del diritto di voto, attualmente fissato al 5%.

  • Quanto vale un’azione Ina ?

In base ai prezzi del 13 settembre un’azione Ina dovrebbe valere 3,04 euro.


u Il campo di battaglia: amici & nemici.

Ina per difendersi dall’opa delle Generali confida su Sanpaolo-Imi, su Bsch e sul Credit Suisse.

Le Generali da parte loro si avvalgono di finanziatori del calibro di: Banca Intesa, Comit, Unicredito, Credit Agricole, Commerzbank.

9 Settembre 1999

u Accelerazione nella fusione tra Ina e Sanpaolo-Imi.

Il timore di un intervento di Generali sull’Ina attraverso il lancio di un’opa ha indotto Sanpaolo-Imi ad accelerare l’aggregazione con la compagnia assicuratrice romana.
Si parla di un concambio di 4-5 azioni Ina contro 1 azione Sanpaolo-Imi.
Nella fusione Ina porterà in dote a Sanpaolo-Imi, Banco di Napoli, mentre Bnl sarebbe indirizzata verso Unicredito.
Successivamente verranno realizzate sinergie tra Ina e San Paolo Vita e Banca Fideuram, con l’obiettivo di creare un forte polo assicurazioni vita.

Nel frattempo il Tesoro si sta apprestando a cedere il 17% di Banco di Napoli.
Bn Holding (la società controllata per il 51% da Ina e per il 49% da Bnl) avrebbe il diritto di prelazione.

3 Settembre 1999

u Forti acquisti hanno permesso ad Ina di crescere del 4,4% a 2,445 euro.

Circolano voci su di un progetto da parte delle Generali di acquistare Ina per aggregarla.
L’operazione rientrerebbe in una strategia difensiva della compagnia triestina, atta a porre barriere ai futuri tentativi di scalata da parte di Axa.
Generali capitalizza in Borsa quasi 32.745 milioni di euro, mentre Ina raggiunge i 9.663. Assieme porterebbero la capitalizzazione a 42.408 milioni di euro.

Tuttavia Ina ha un ben definito nucleo di controllo, in cui Sanpaolo-Imi è il primo azionista.

Sanpaolo-Imi ha mire su Ina, poiché la società romana è la chiave di volta nel maxi-polo bancassicurativo, che coinvolgerebbe Bnl, Banco di Napoli, Ina e Sanpaolo-Imi.

19 Agosto 1999

u INA: al centro dei disegni di Sanpaolo-Imi.

L’Ina ha un ruolo strategico nel disegno espansionistico della Banca torinese. Ina attraverso Banco di Napoli Holding controlla Banco di Napoli e Sanpaolo-Imi è interessata a controllare il Banco di Napoli.
L’obiettivo: costituire un polo bancoassicurativo che coinvolgerebbe Sanpaolo-Imi, Ina e Banco di Napoli e ……..forse Bnl.

Sanpaolo-Imi lancerà un’offerta pubblica di scambio su Ina ?
Nello statuto dell’Ina esiste la clausola del diritto di voto fino al 5%. Riuscirà Sanpaolo-Imi nei suoi propositi ?

6 Aprile 1999

u Alleanze in vista tra Sanpaolo-Imi e Banca Intesa-Cariplo per il controllo di Ina

12 Marzo 1999

u INA: è riassetto

Il 30 Aprile 1999 l’Assemblea rinnoverà il Consiglio di Amministrazione. In vista di questa scadenza in Borsa si è assistito ad un accaparramento di titoli Ina da parte di alcune società (Sanpaolo-Imi, Swiss Re) desiderose di aumentare la loro influenza.

5 Marzo 1999

u INA: scalata o riassetto?

Gli aumenti vertiginosi del titolo INA nella settimana compresa tra il 1° ed il 5 di Marzo e la comunicazione di Swiss Re di aver aumentato la propria quota nel capitale Ina passando dall’1,5% al 3% ha alimentato ipotesi di scalata.

Sembra invece più probabile pensare ad un riassetto azionario in vista dell’assemblea che si terrà il 30 Aprile che prevede tra l’altro il rinnovo del consiglio di amministrazione.

Gli attuali soci storici di Ina sono:

  • San Paolo-Imi 3,5%
  • Compagnia di San Paolo 3%
  • Fondazione Cariplo 3%
  • Fondo Pensione della Banca d’Italia 2,5%

Inoltre il Tesoro al momento della privatizzazione ha emesso prestiti obbligazionari convertibili con scadenza 28 Giugno del 2001 che corrispondono, se convertiti completamente al 12% del capitale.

Ina è la prima compagnia assicurativa italiana nel ramo vita e attraverso la controllata Assitalia è la terza nel ramo danni.

    

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